Disponibile sul portale del Catalogo generale dei beni culturali, Cat-IA è l’agente conversazionale realizzato dall’ICCD grazie ai servizi abilitanti di Ecomic
Pubblicato

Disponibile sul portale del Catalogo generale dei beni culturali la versione sperimentale di Cat-IA, il nuovo agente conversazionale realizzato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) grazie ai servizi abilitanti di Ecomic – Ecosistema digitale per la cultura.
CAT-IA è un assistente conversazionale progettato per rivoluzionare il modo in cui accediamo alle informazioni sui beni culturali. Si tratta di uno strumento avanzato, pensato per essere usato con facilità da chiunque, esperti del settore o semplici cittadini curiosi.
A differenza dei classici chatbot, che offrono risposte spesso generiche o guidate da flussi predefiniti, CAT-IA è in grado di sostenere un dialogo vero e proprio con l’utente, perché comprende le domande formulate in linguaggio naturale e le traduce in interrogazioni precise all’interno del Catalogo dei Beni Culturali. L’utente può porre una domanda, es. “Quali opere medievali sono conservate nei musei del Lazio?”, e ricevere una risposta puntuale, basata su dati reali e certificati.
Il suo funzionamento di Cat-IA si basa su una tecnologia chiamata Graph RAG (Retrieval-Augmented Generation), che combina due elementi fondamentali:
– la capacità di recuperare informazioni strutturate da una base dati organizzata secondo un grafo semantico;
– l’uso di modelli linguistici (LLM) esclusivamente per interpretare e riformulare il linguaggio umano in comandi che la macchina possa comprendere, e viceversa.
Il modello linguistico serve solo per agevolare la comunicazione tra utente e sistema, ma non interviene nella produzione dei contenuti informativi. CAT-IA non utilizza l’intelligenza artificiale generativa per “inventare” contenuti, non crea risposte dal nulla e non agisce in modo autonomo rispetto ai dati disponibili. Questo garantisce l’affidabilità delle risposte, che derivano sempre da fonti certe.
CAT-IA è accessibile direttamente dal sito del Catalogo dei Beni Culturali (https://catalogo.beniculturali.it/) attraverso un widget dedicato, semplice e intuitivo, che consente di esplorare il patrimonio culturale italiano con un approccio completamente nuovo. Si può interagire con il sistema senza conoscere termini tecnici o modalità di ricerca complesse, semplicemente dialogando con un assistente in grado di capire e restituire risposte accurate. L’obiettivo è rendere più accessibile e democratico l’uso delle informazioni culturali, mettendo la tecnologia al servizio di tutti.
Quale è il flusso di lavoro di CAT-IA
Il funzionamento di CAT-IA si basa su un flusso di lavoro strutturato che garantisce risposte affidabili e sempre fondate su dati certificati:
– L’utente interagisce con l’assistente conversazionale ponendo una domanda in linguaggio naturale.
– La richiesta viene elaborata da un modello LLM (Large Language Model), il cui compito non è generare contenuti ma interpretare la domanda dell’utente; analizza il testo della domanda, identifica gli intenti di ricerca (cosa vuole sapere l’utente?) e li collega alle categorie e alle relazioni presenti nel modello ontologico che descrive il dominio dei beni culturali. La contestualizzazione è cruciale perché consente di trasformare una domanda generica o ambigua in una richiesta chiara e ben definita, pronta per essere tradotta in un’interrogazione strutturata.
– Sulla base di questa contestualizzazione, i modelli di Graph RAG generano una query in Cypher.
– La query viene eseguita sulla base dati (Neo4j). Questo passaggio è uno dei principali punti di forza di CAT-IA: a differenza di sistemi che si basano su fonti aperte o contenuti generati automaticamente, ogni risposta fornita da CAT-IA deriva sempre da dati certificati, gestiti e validati da enti competenti. L’assistente non inventa, ma cerca con precisione.
Il dataset risultante dalla query viene restituito al modello LLM, che ha il compito di riformularlo in una risposta chiara e leggibile per l’utente, mantenendo intatti significato e attendibilità. In questo modo, CAT-IA unisce l’efficienza della tecnologia semantica con la naturalezza del linguaggio umano, offrendo uno strumento potente, trasparente e sicuro per esplorare e interrogare il patrimonio culturale italiano.
Disponibile sul portale del Catalogo generale dei beni culturali, Cat-IA è l’agente conversazionale realizzato dall’ICCD grazie ai servizi abilitanti di Ecomic
Pubblicato l’avviso per la partecipazione all’hackathon per lo sviluppo di soluzioni basate sui dati per patrimonio culturale
DPaaS è la piattaforma-laboratorio di Ecomic, Ecosistema digitale per la cultura promosso dal Ministero della Cultura, dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione e dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library
Con DPaas, puoi trasformare un’idea in una soluzione innovativa concreta, grazie a un laboratorio digitale avanzato che semplifica l’elaborazione dei dati culturali, ne favorisce il riuso e accelera la diffusione di nuovi servizi.